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martedì, 27 luglio 2004
L'esito della legenda è
sotto gli occhi del ponte
che bambino scoprii
tedio e monnezza.
sabato, 17 luglio 2004
Arde la terra dei cani
di mezzo avvezzo all'odio
di un tramonto da bersi lentamente
come quando parlasti di un mondo
moribondo immondo meditabondo
vagabondo io giacqui
silenziosamente in procinto
di zittire il lutto di un
fastidio che quest'estate arreca.
martedì, 13 luglio 2004
Non mi stanco quando stanco
arranco verso un paranco di lucide
malinconie
piuttosto mi commuovo al solco
del cittadino crepuscolo che mi afflige
e mi consola.
lunedì, 05 luglio 2004
Posto il blocco
del notturno violento
del sogno commuove il solco
che se solo ti azzardassi a guardarti addosso
sprecheresti lo sguardo
di chi è cadavere di se stesso.
Senza tregua alcuna
non esiste nessuna critica alcuna
al divieto di malinconica
del libro della luna
che se soltanto ne esistesse alcuna
non cangierei né mai
per il canto di un
conato di marmo che
stringe la fosca vetta azzurrognola
per la nota di un lutto
che il capo china.
domenica, 04 luglio 2004
Piacevole ardimento
pregno di femmina sconvolta
grato al senso del graticcio
che dalla graticola
il martire col
sacrifizio di sé
a martellare la gratitudine
la mispresa
mistagogica pazienza
mite misurata devianza.
venerdì, 02 luglio 2004
Mamma mia come sei brutto
talmente che ti scambio
per uno spigolo di
sfumature arzigogolate
che cantano di arcobaleni
paterni senza fragighi rancori
di obnubilate stazioni
o artificiose cupezze.
Faccia di faccione
ostenta il cratere di
lorda inoppugnanza darca dei
traditori di rose.
Derca di male asfissiante
afasica la luna penisola
di consolazioni a basso costo
per il tragitto.
Parlami del profilo
o deschia saggezza
di un pannello integrativo
che soccorre la fine.
O lituana fenomenanza
canterà il solstizio
di umana e cretina
magnificenza.
Alienatevi alienatevi
dimenticatevi dimenticatevi
ognora cadenza il solco.
Non esistono fatti ma solo
interpretazioni...
Dici così solo perchè non ti ho
ancora preso a legnate sulla stiena.
Fatti non foste per viver come
bbruto, ma per conseguire laurea
greve e inconsistenza.
giovedì, 01 luglio 2004
Cangia cangiante lo strumento
della voce mia che
ti offrirei soltanto se due più
due ai dadi fosse un
intermezzo musicale.
Stavolta è uscito diciannove
come già la volta che
la volta che non era stata questa.
Il liuto sommerso desta
velonosi flutti di inaudite
sponde e ossessionanti riviere.
Il flauto interrotto parla
di rumorose gabbie e aspetta
la fine dei sogni di asfalto.
Dalla deriva infinita
del bitume della tua poesia
apro il varco che della notte
sa fare il suo vespro avvenire.
volletti camminosse la strada
ariorale il quadrato
chi ha buiato
ignorante silenzio
e scafarre il comodino
al mondo senza me
tre la stanza del circo
all'immune
per essere mutolo
ma al pietoso
circo
di non ignorare silenzio
e ciò che non è
comprensibile
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